"La Rinite Allergica: Nuove Strategie Terapeutiche" di E. Ridolo
Data : Anno 5 - Luglio-Dicembre 2005
LA RINITE ALLERGICA: NUOVE STRATEGIE TERAPEUTICHE
ALLERGIC RHINITIS: NEW THERAPEUTIC STRATEGIES
E. Ridolo
Dipartimento di Scienze Cliniche – Università di Parma
RIASSUNTO:
La rinite allergica è considerata un disturbo respiratorio cronico maggiore per l’elevata prevalenza, interessando dal 5 al 50% della popolazione, per il notevole impatto sulla qualità di vita, in quanto modifica la vita sociale dell’individuo, incidendo sul rendimento lavorativo e scolastico, e per il suo elevato costo economico.
La classificazione “tradizionale” in stagionale, perenne ed occupazionale, non è più considerata del tutto soddisfacente e, nel recente “ARIA Workshop Report”, sulla gestione della rinite allergica e del suo impatto sull’asma, eseguito in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata proposta una nuova classificazione che distingue forme intermittenti e continue, ed inoltre, in base alla gravità, forme lievi e moderate/severe. Rinite ed asma, oggetto del recente Workshop, appaiono ormai sempre più frequentemente associate (comorbilità), avvalorando il concetto di una via aerea - un’ unica malattia (United Airways Disease).
Il trattamento farmacologico si avvale oggi di nuovi antistaminici più efficaci e dotati di minori effetti collaterali come, fra i più recenti, la desloratadina, principale metabolita attivo della loratadina e la levocetirizina, enantomero attivo della cetirizina dicloridrato. Inoltre sono stati introdotti in commercio gli antagonisti dei cisteneil-leucotrieni, dei nuovi steroidi che comprendono i soft steroids, che vengono rapidamente inattivati dopo l’assorbimento, i prosteroids, che si attivano a livello della mucosa polmonare per azione delle esterasi e gli steroidi dissociati che mimano solo l’azione transrepressiva del farmaco. Ci si può avvalere, inoltre, anche dei nuovi vaccini per l’esecuzione dell’immunoterapia specifica, sia per via sottocutanea che sublinguale, attualmente meglio standardizzati e con concentrazioni note degli allergeni maggiori, la cui efficacia è stata confermata da studi con metanalisi, eseguiti su lavori condotti in doppio cieco. In casi selezionati si può ricorrere agli anticorpi monoclonali anti-IgE, ottenuti in topi e successivamente umanizzati, di recentissima introduzione in commercio.
SUMMARY:
Allergic rhinitis is considered a major chronic respiratory disease for the high prevalence (from 5 to 50 % of the population), for the high impact of quality of life, as it changes, working and scolar way of living, and for the high cost of health care.
The “traditional” classification of rhinitis into seasonal, perennial and occupational is not anymore satisfying. At the recent “ARIA Workshop Report” on rhinitis and its link with asthma, wich was organized in collaboration with the World Health Organization, a new classification has been proposed. Rhinitis has been subdivided into two forms, intermittent and continous, depending on the severity of symptoms. Rhinitis and asthma (theme of the test Workshop) appear to be even more frequently associated (comorbidity), connfirming the idea of the existence of just one desease (United Airways Disease).
The current drug treatment is nowdays on new antihistamines, more efficacious and with minimal side effects, such as desloratadine, the main active metabolyte of loratadine and levocetirizine, an active enantiomer of the dihydrochloride cetirizine. Furthermore antagonists of the cisteneil leukotrienes have been recently released. New steroids have also been tested in recent trials: the soft steroids, rapidly inactivated just after their absorption, the prosteroids that are activated by the esterase in the pulmonary mucosa, and the dissociated steroids simulating the transrepressive action of the drug. In selected cases, subcutaneous or sublingual administration of allergen-specific immunotherapy can be used, with preparations that are better standardized and with well known concentrations of all the major allergens; the metanalysis of several double blind trials has shown consistent results. Another recent therapeutic option is represented by the use of humanized monoclonal antibodies, such as the anti-IgE antibodies.